Storie di streghe milanesi

Lombardia

Di solito si pensa che le streghe abbiano popolato montagne impervie e valli sperdute, che i roghi abbiano sinistramente illuminato villaggi lontani, isolati, in cui gli inquisitori riuscirono a far leva sul “naturale senso” di superstizione di popolazioni arretrate, primitive, pronte a credere al demonio e alle favole del sabba.
In realtà le maliarde, ministri di un culto antico, retaggio dell’arcaica religione “delle pietre, delle fonti e delle piante”, più volte condannata dalla chiesa, che tentò di estirparla con ogni mezzo, dalle persecuzioni alla cooptazione di molte cerimonie alla ridicolizzazione, abitavano anche nelle città. Certo: in ambito urbano il controllo era più efficace, più puntuale; a differenza che sulle Alpi, c’era un prete per ogni parrocchia; i predicatori potevano esercitare comodamente la professione; il braccio secolare era sempre pronto ad intervenire, su richiesta.
Ma c’erano zone dove raramente sbirri e prelati si arrischiavano ad addentrarsi: ricordiamo che a Milano il…

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