Recensione: Enchantment of the Faerie Realm

Enchantment of the Faerie Realm – Communicate with nature spirit and elementals
di Ted Andrews

Settimana scorsa ho finito questo libro che ha come argomento le fate ed il piccolo popolo più in generale (nel libro vengono spesso definiti “elves” indistintamente”).
Devo essere sincera: mi aspettavo molto di più.
Data la difficoltà nel reperire materiale su questo argomento, non tanto la via feerica quanto più magari degli esercizi per mettersi in contatto con queste entità che conosco ancora così poco, speravo di avere tra le mani un titolo valido, qualcosa che mi desse molto. E invece mi ha dato veramente poco.

Ma partiamo con le cose belle, perché qualche punto valido c’è: la descrizione dei vari essere fatati legati agli elementi è abbastanza carina, non troppo lunga e al contempo dà qualche informazione in più delle solite quattro cose. Interessante il concetto secondo cui ognuno di noi possiede una sorta di “fata personale” legata a ciascun elemento che ha potere su una specifica parte del nostro fisico. Insomma un qualcosa di simile ai chakra, ma con le fatine. Il concetto di base è sempre lo stesso.
Anche la descrizione delle caratteristiche dei vari spiriti delle varie piante e fiori è molto carina, così come quella delle varie altre creature dei reami fantastici (unicorni, centauri, fenici etc.)
Ci sono anche degli esercizi e delle meditazioni carine, sia per incontrare magari le entità di un reame fatato specifico sia per riflettere su quelle entità in sé. Per esempio le meditazioni con le varie fiabe le ho trovato uno spunto interessante dal quale partire per cercare di comprendere meglio cosa esse ci vogliono tramandare.

Cominciamo con le cose negative: da un lato l’ho trovato un po’ noioso da leggere, in fondo è un po’ una grande lista di cose. Alcune pagine di riepilogo sono ancora più schematiche di altre. Comodo, per carità, ma alla fine non è una narrazione particolarmente felice perché rischia appunto di annoiare.
L’entusiasmo dimostrato dall’autore secondo me è eccessivo, perché se devo essere sincera ti puoi anche porre come se tu vedessi le fate sin da piccolo, ma io che sono al di qua del libro avrò sempre il beneficio del dubbio. Senza contare il fatto che per me ancora il concetto di vedere certe cose con gli occhi veri e propri non esiste, ma quello è un problema mio.
Questa gerarchia che viene presentata degli esseri fatati con in cima gli angeli non mi piace, mi suona un po’ di miscuglio. E gli angeli esulano dalle mie credenze, ma ancora ripeto che questo è legato al mio sistema di credenze personali.
Passiamo alle castronate che ogni tanto saltano fuori e che sono perdonabili, d’altronde ognuno è libero di credere qualsiasi cosa voglia. Ma venirmi a dire che le fate si travestono da alieni e che i rapimenti UFO sono queste fatine travestite che cercano un contatto con gli esseri umani in modo moderno non lo tollero. Proprio no.
Inoltre dipinge le fate come se fossero sempre non benevole e bendisposte, ma comunque abbastanza contente di venire in contatto con il mondo umano. Io ovviamente non so dire se questo sia vero o falso perché di esperienze con certe entità ancora non ne ho fatte, ma se devo essere sincera se fossi al posto loro agli umani mi verrebbe voglia di tirare quattro pedate nel sedere.

Per concludere diciamo che qualche idea carina e spunto sul quale riflettere sì, lo da. Nel complesso però ritengo che non sia un granché di laovoro. Dovessi dargli un voto gli darei 2/5.

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