I guerrieri più bravi usano la morte come una risorsa, perché devono sempre schivare pericoli mortali con la loro abilità, mentre la vita della maggior parte delle persone si fonda sulla presunzione di poter vivere fino alla vecchiaiaCon l’illusione di avere molto tempo davanti a sé, la loro vita manca di urgenza e di intensità. Vi si sostituisce una vita di immaginazione, che prolifera come un fungo. I pensieri vengono annebbiati dalle immagini degli avvenimenti futuri e le azioni e le emozioni del momento vengono posposte indefinitamente. Il guerriero invece deve accettare, nel profondo del cuore, che un giorno morirà e che quel giorno potrebbe essere oggi. I più grandi combattenti vivono come una freccia, non come un bersaglio. La freccia vola nello spazio in maniera netta, veloce e diritta; è viva e si muove, ha una direzione e un punto terminale, ma intanto si libra nell’aria. Il bersaglio sta semplicemente fermo, in attesa che accada qualcosa.
[…] Anche per lo stregone la morte è una risorsa, perché vivere con il Wyrd ci conduce al limite. La tua vita, nella quale l’aspetto preminente è evitare la morte, significa che tu vivi costantemente entro le tue possibilità, perché spingersi al limite significa rischiare di morire. Ma lo stregone deve accettare la propria morte, perché quando entra in contatto con gli spiriti è come una falena che ruota intorno a una fiamma.

~ La via del Wyrd – Brian Bates

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