La via del Wyrd di Brian Bates – Recensione

Ho preso questo libro al mercatino dell’usato e ci ho speso un euro. Non avevo idea se fosse un romanzo un saggio, né di che cosa parlasse davvero perché non ne avevo mai sentito parlare. Ho trovato uno dei libri più poetici che abbia mai letto. Non credo però che sia ancora in stampa, ma non ne sono sicura.

La trama
Siamo in pieno Medioevo ed il giovane amanuense Wat Brand parte con una missione dal suo monastero per andare nelle terre dell’Inghilterra pagana. Il suo scopo è quello di viaggiare per quei territori e mettere poi per iscritto gli usi, i costumi e tutto il corpus di credenze dei pagani che ancora abitano quelle terre per procedere poi con la cristianizzazione. Ma quando mette piede sull’isola Brand non trova certo la guida che si aspettava, poiché Wulf non lo deve accompagnare per la grande isola, ma piuttosto sarà la sua guida verso il mondo degli spiriti a cui Brand pare destinato e dal quale non può sottrarsi. Inzialmente il monaco è assolutamente contrario ad entrare in questo mondo a lui così estraneo, le sue convinzioni cristiane lo portano a denigrare le credenze sul Wyrd e sugli spiriti. Ma pian piano, mentre sperimenta ogni cosa sulla sua pelle, le sue convinzioni cambieranno.

Note personali
Come ho già detto all’inizio del post, ho trovato questo libro assolutamente fantastico. Sebbene sia un romanzo Brian Bates basa il tutto su di una precisa ricerca storica (la bibliografia è molto lunga e contiene titoli significativi sia in ambito sciamanico che in ambito di storia della religione e storia dell’inghilterra antica e delle sue credenze) prendendo spunto da un manoscritto da lui ritrovato egli immagina appunto la storia di un monaco crisitano che si ritrova davanti ad un mondo sconosciuto. La narrazione è particolarmente scorrevole, ma ciò che più ho apprezzato sono gli insegnamenti inseriti nel testo. Non trovere esercizi da fare come in altri libri dedicati allo sciamanesimo, ma ci sono moltissimi spunti di riflessione che vengono presentati come discussioni tra Brand e Wulf, che impartisce ogni lezione con particolare maestria e delicatezza. Sembra quasi di poter vedere lo scintillio nei suoi occhi di stregone mentre descrive le gesta dei giganti, come il mondo è stato creato dalla contrapposizione di fuoco e ghiaccio, mentre cerca di spiegare il concetto di Wyrd e di come si dipana la tela degli eventi.

Insomma un libro che ho particolarmente apprezzato, scorrevole se cercate semplicemente una lettura godibile e magari un po’ fuori dall’ordinario, ma anche perfettamente capace di mettervi tante pulci nell’orecchio come mai un romanzo potrebbe fare. Lo consiglio vivamente, anche a chi magari (come me) cerca un primo approccio, magari non troppo pesante, al concetto di Wyrd, di terra di mezzo, di sciamanesimo o è semplicemente incuriosito da queste pratiche.

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