Dimmi quante informazioni hai e ti dirò quanto vali

La strana tendenza del panorama neo-pagano e politeista moderno di farsi la guerra in base alla quantità delle informazioni che si condividono è ridicola.“Ma da quanti anni pratichi?” è una domanda per cui siamo passati tutti e se anche ha il retrogusto del validazione attraverso la quantità e non la qualità dell’esperienza personale, alla fine è qualcosa che ti viene normale chiedere. Come sapere dove un amico vive o quanti anni ha.

Il vero schifo è vedere la gente che guarda ad altra gente e si aspetta che questa gli partorisca le informazioni desiderate, quale che sia la ragione. L’idea che qualcuno faccia la ricerca per te o di costruire la pratica in base agli studi di qualcun altro rasenta l’idiozia e (attenzione, attenzione!) vale anche se la fonte di informazioni sono i libri.

Sì, perché i grandi guru dell’era moderna se la prendono tanto con i neo-pagani made in internet senza rendersi conto che a volte ci sono blog, canali YouTube e siti web che sono più seri di pubblicazioni scabrose fatte solamente per fare soldi.

Per qualche strano motivo, dunque, la tua spendibilità e credibilità diventa fatta anche delle cose che puoi insegnare e quindi delle informazioni che sei pronto ad elargire. Vali se condividi, ma non se condividi quello che sei e la tua esperienza, ma se condividi informazioni utili. Quelle davvero utili. Tipo quelle che copincolli o le ricerche che hai fatto sull’unico libro che hai.

Il fatto di esserti documentato per anni su un particolare argomento non vale un cazzo agli occhi di chi vuole solamente informazioni pseudo-mistiche. Allo stesso tempo, quando sei un n00b, la tua voglia di imparare non ha valore agli occhi di chi vuole imporre le proprie idee agli altri.

Scrivo tutto questo perché è ufficialmente l’ultima volta che mi faccio venire il fegato amaro per le informazioni sbagliate, le ricerche fatte male, la credibilità costruita su articoli copiati di cui non si cita la fonte, sugli argomenti “esotici” che si rivelano tali perché in Italia fare una ricerca su Google è troppo faticoso, farla in inglese è impossibile ed essere documentati su quello che succede nel panorama pagano estero è addirittura una specie di mirabolante idea astratta. Mi fa ribollire il sangue nelle vene perché bisogna agire non su preconcetti o sulla base di idee altrui, ma sulla base delle proprie opinioni.. Non si costruisce una pratica su quello che hanno detto X o Y, non si costruisce un percorso spirituale sulla base di quello che qualcun altro dice. Quelle sono opinioni, pareri, soprattutto informazioni che vanno filtrate. Filtrate in base a ciò che siamo e ciò che vogliamo dalla vita. Se dovevo farmi dire che devo credere nella divinità Tal dei Tali e pregarla solo ed unicamente in una certa maniera, continuavo ad andare in Chiesa.

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