pensieri #1

Mi rendo conto che tante cose che pensavo anni fa non le condivido più. Mi rendo conto che un approccio superficiale non è più abbastanza, mi rendo conto che il pressapochismo non fa più per me. Mi rendo conto che guardare alle cose da un punto di vista romantico, vagamente idealizzato, che è più narrativa che cosa fattuale mi va davvero alle strette.

Questo tipo di approccio mi irrita e lo fa ancor di più quando mi accorgo che sono io per prima a portarlo avanti. Mi rendo conto di dover accettare che a volte qualche bugia per sgravarmi la coscienza me la dico e che questo non mi aiuta proprio per niente. Lo so che mi do’ delle scuse e so anche di averlo sempre fatto e tutto si riduce alla fatidica domanda è perché non riesci o perché non ti interessa?

Alla fine la questione da risolvere è sempre tutta lì, ci ruoto intorno da anni e ancora mi sembra di non aver trovato una risposta. Non trovo una risposta e non trovo una spazio da ritagliarmi ed all’interno del quale inserirmi, non trovo una nicchia. Non trovo un vestito che mi vada bene e anche se ho gli scampoli di stoffa, ago e filo sul tavolo, mi sono ormai convinta di non poter imparare a disegnare e ritagliare il modello, per poi assemblarlo.

Prima mi sembrava di correre in tondo come un cane che si morde la coda. Ora mi sento piuttosto statica, un pochettino diversa eppure non completamente qualcosa di nuovo. Non so nemmeno io come descrivere questo sentimento nei riguardi di me stessa.
Certi giorni sono più sicura e convinta di altri, ma talvolta sono talmente pronta a rimettere in discussione ogni minima cosa che questo va inevitabilmente a destabilizzare anche i momenti “buoni”.

Essere così inevitabilmente ferma, statica, non essermi ancora “evoluta” – per così dire – in qualcosa di nuovo un pochetto mi innervosisce. Perché mi aspetto che qualcosa cambi, ma non riesco a capire cosa deve cambiare, mi aspettavo che si innescasse qualcosa, ero convinta che un cambiamento sarebbe avvenuto. Perché è quello che succedeva, nel bene o nel male qualche cosa capitava che mi faceva modificare (per qualche motivo) il comportamento. Forse il punto è che non dev’essere il mondo a forzarti a cambiare, sei tu che devi essere l’alchimista di te stesso e tramutarti in oro.

nothing changes if nothing changes

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